Salendo da Massafra verso nord-est, la strada lascia la pianura ionica e si arrampica sulla Murgia. A un certo punto il paesaggio cambia carattere: i campi si fanno piccoli, chiusi da muretti a secco, e tra gli ulivi e le vigne spuntano i coni di pietra dei trulli. È la Valle d'Itria, una conca carsica che in realtà non è una vera valle, ma un altopiano dolcemente ondulato. Quattro borghi la raccontano meglio di qualsiasi guida, e si possono vedere tutti in una giornata in auto.
Prima tappa: Martina Franca, il barocco di pietra chiara
Martina Franca è a circa 27 km da Massafra ed è la porta naturale della valle. Si entra nel centro storico dalla Porta di Santo Stefano, l'arco che i martinesi chiamano anche di San Martino, e ci si ritrova in un salotto di pietra: balconi in ferro battuto, portali scolpiti, palazzi signorili affacciati su vicoli bianchissimi. Il centro, a oltre quattrocento metri di quota, è in gran parte barocco e rococò.
Due le soste da non mancare. Il Palazzo Ducale, voluto nella seconda metà del Seicento dal duca Petracone Caracciolo, oggi sede del Municipio, conserva sale affrescate nel 1776 da Domenico Antonio Carella. Poco lontano c'è la Basilica di San Martino, costruita nel Settecento sul luogo di una chiesa più antica, con una facciata scenografica e un altare maggiore in marmi policromi. Prendetevi tempo per perdervi: Martina si gusta camminando.
Seconda tappa: Cisternino, vicoli e scalette
Da Martina Franca si scende verso il lato orientale della valle fino a Cisternino, a circa 35 km dalla casa. Il paese siede sul bordo della Murgia, a quasi quattrocento metri, e regala uno dei panorami più ampi sulla campagna dei trulli. Il centro storico è un esempio di architettura spontanea: case bianche addossate, scalette esterne, archi e piccoli cortili, divisi in rioni con nomi dialettali. All'ingresso del borgo si incontra la torre normanno-sveva, alta circa diciassette metri, con una piccola statua di San Nicola in cima; poco oltre c'è la Chiesa Madre, dedicata proprio al santo, costruita nel Trecento su una chiesa basiliana precedente.
Terza tappa: Locorotondo, il paese rotondo
Locorotondo, a circa 30 km da Massafra, deve il nome alla sua forma: il centro storico è disegnato ad anelli concentrici di casette bianche, come se qualcuno avesse tracciato un cerchio con il compasso sulla cima della collina. Camminando lungo le stradine si notano le cummerse, le tipiche abitazioni con il tetto spiovente rivestito di lastre di pietra, tutte diverse eppure in perfetta armonia. Dal bordo del paese si apre la vista più classica della valle, punteggiata di trulli e vigneti: non a caso questa è terra di vino bianco. Il patrono è San Giorgio, a cui è dedicata la grande Chiesa Madre.
Quarta tappa: Alberobello, la capitale dei trulli
Ultima tappa, Alberobello, a circa 35 km dalla casa. I suoi trulli sono Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 1996 e costituiscono un caso unico: un intero centro abitato costruito con la tecnica della pietra a secco, senza malta. Il rione Monti, in salita, è il più fotografato, fitto di trulli e botteghe; il rione Aia Piccola, dall'altra parte, è più raccolto e silenzioso, ancora abitato. Da vedere anche il Trullo Sovrano, un grande trullo a due piani oggi aperto come museo, e la chiesa di Sant'Antonio, costruita anch'essa a forma di trullo. Il consiglio è arrivare nel tardo pomeriggio, quando la folla si dirada e le pietre calcaree prendono una luce dorata.
Consigli per la giornata
- Partite presto: i parcheggi nei centri storici si riempiono in fretta, soprattutto nei fine settimana.
- Indossate scarpe comode, perché i borghi si visitano a piedi e i selciati sono in pietra.
- Se viaggiate in primavera o in autunno, la valle è più verde e le temperature più miti.
- Nelle chiese verificate gli orari delle funzioni prima di entrare.
La sera, di nuovo tra le volte di pietra
Dopo una giornata tra trulli e cummerse, il ritorno a Massafra richiede meno di un'ora. Ritrovare il centro storico, lasciare l'auto nel parcheggio pubblico gratuito a circa 50 metri e aprire la porta de Il Carrubo, al piano terra e senza barriere architettoniche, ha qualcosa di familiare: anche qui le volte sono di pietra, come nelle case che avete visto lungo la strada. Un consiglio pratico: fermatevi lungo la via in un negozio di alimentari per comprare qualcosa da cucinare la sera nell'angolo cottura, così la valle vi accompagna fino a cena.
Il centro storico fuori dalla porta
Il Carrubo è un monolocale open space con volte in pietra nel centro storico di Massafra: gravine e chiese rupestri a pochi passi, il castello a circa 600 metri, fino a 4 ospiti.