Due pannelli informativi in legno sul ciglio della Gravina di Laterza: a sinistra la mappa dei sentieri dell'oasi, a destra un pannello sul capovaccaio, tra arbusti e cielo azzurro
Due pannelli informativi in legno sul ciglio della Gravina di Laterza: a sinistra la mappa dei sentieri dell'oasi, a destra un pannello sul capovaccaio, tra arbusti e cielo azzurro. Foto: FrDr · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Le gravine sono il paesaggio più sorprendente di questa parte di Puglia: profondi canyon scavati nel calcare dall'acqua, con pareti punteggiate di grotte, chiese rupestri e antichi villaggi scavati nella roccia. Massafra ne è circondata, e altre, ancora più imponenti, si aprono nei paesi vicini, all'interno del Parco naturale regionale Terra delle Gravine. Camminarci è un'esperienza indimenticabile, ma richiede qualche attenzione. Ecco i consigli pratici per goderla in sicurezza.

La stagione giusta

Il periodo migliore per camminare nelle gravine va dall'autunno alla primavera. Tra marzo e maggio la vegetazione è al massimo: fioriscono orchidee spontanee, biancospino e rose selvatiche, e il fondo dei canyon è verde e profumato. Anche ottobre e novembre regalano giornate limpide e temperature ideali.

D'estate il clima mediterraneo si fa sentire: le medie superano spesso i 30 gradi e le pareti di roccia chiara riflettono il calore. Se si cammina in questa stagione, si parte all'alba e si rientra entro metà mattina, oppure si sceglie il tardo pomeriggio. In inverno, invece, occhio alle piogge: dopo un temporale la roccia diventa scivolosa e il letto della gravina può riempirsi d'acqua. Meglio aspettare qualche giorno di sole.

Scarpe, acqua e cosa mettere nello zaino

Il terreno delle gravine è fatto di roccia calcarea, ciottoli, gradini scavati e tratti di terra battuta. Serve l'attrezzatura giusta, anche per una passeggiata breve:

  • Scarpe da escursionismo con suola scolpita: niente sandali né scarpe da ginnastica lisce, la pietra può essere insidiosa.
  • Acqua in abbondanza: nel fondo delle gravine non ci sono fontane, e anche in primavera il sole può essere forte.
  • Cappello, occhiali da sole e crema solare, perché molti tratti sono esposti.
  • Pantaloni lunghi: la macchia mediterranea è fitta e spinosa, tra rovi, biancospino e asparago selvatico.
  • Uno spuntino e un piccolo kit di primo soccorso, con cerotti e disinfettante.
  • Telefono carico, ricordando che nel fondo dei canyon il segnale può essere debole o assente.

Sentieri segnalati e orientamento

Il consiglio più importante è semplice: restare sui sentieri segnalati. Le gravine hanno pareti verticali, cenge strette e tratti franosi, e non è raro che una traccia apparentemente comoda finisca nel nulla. Lungo i percorsi principali si trovano pannelli informativi con mappe e notizie sulla flora e sulla fauna: conviene fermarsi a leggerli prima di partire e fotografare la mappa.

Prima di partire è buona norma dire a qualcuno dove si va e quando si conta di rientrare, e non camminare mai da soli nei tratti più isolati. Calcolate bene i tempi: in gravina si scende facilmente, ma la risalita richiede fiato e gambe, e il buio arriva in fretta tra le pareti.

Rispetto per un ambiente protetto

Le gravine non sono solo un paesaggio: sono un ecosistema delicato, tutelato dal Parco naturale regionale Terra delle Gravine. Sulle pareti nidificano rapaci preziosi come il lanario, il grillaio e il raro capovaccaio, mentre nelle grotte vivono colonie di pipistrelli. Alcune regole di buon senso:

  • non raccogliere piante, fiori o erbe officinali;
  • non entrare nelle grotte chiuse e non disturbare gli animali, soprattutto in primavera, quando gli uccelli covano;
  • riportare indietro tutti i rifiuti, anche quelli organici;
  • non accendere fuochi e non lasciare segni sulle pareti né sugli affreschi delle chiese rupestri.

Quando affidarsi a una guida

Per i percorsi più lunghi, per scendere sul fondo delle gravine meno frequentate o per visitare le chiese rupestri con i loro affreschi, la scelta migliore è affidarsi a guide ambientali escursionistiche abilitate. Conoscono i sentieri, le condizioni del terreno dopo le piogge e le storie di ogni grotta, e spesso sono le uniche a poter accompagnare i visitatori nei siti non liberamente accessibili. Per trovarle ci si può rivolgere agli uffici turistici, agli enti del parco o alle associazioni escursionistiche del territorio.

Un consiglio per iniziare

Se è la prima volta, si può cominciare proprio da Massafra: la gravina di San Marco e quella della Madonna della Scala sono a breve distanza dal centro storico e permettono un primo assaggio senza lunghi spostamenti. Partire a piedi da Il Carrubo al mattino presto, con lo zaino pronto e la borraccia piena, è il modo migliore per entrare in confidenza con la pietra prima di affrontare i canyon più grandi del parco.

Arrivare e sentirsi subito a casa

Check-in dalle 15:00 alle 18:00 (altri orari su richiesta), self check-in con cassetta di sicurezza e parcheggio pubblico gratuito a circa 50 metri dalla struttura.