Interno di una grotta scavata nella roccia della gravina della Madonna della Scala, con pilastri risparmiati nel calcare e luce che entra di lato
Interno di una grotta scavata nella roccia della gravina della Madonna della Scala, con pilastri risparmiati nel calcare e luce che entra di lato. Foto: Photo2023 · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Per i massafresi la Madonna della Scala non è soltanto un santuario: è la patrona della città, un luogo di devozione antica e uno dei paesaggi più emozionanti del territorio. Il santuario sorge dentro la gravina che porta il suo stesso nome, appoggiato alla parete di roccia, e per arrivarci bisogna scendere. Già questo dice molto: qui non si sale verso il sacro, ci si cala dentro la terra, tra pietra, grotte e vegetazione.

La scalinata dei 125 gradini

Il nome «della Scala» è legato alla lunga scalinata che porta al santuario: 125 gradini scavati sul fianco orientale della gravina. Una tradizione popolare, raccontata con un sorriso, vuole che i gradini non si riescano mai a contare due volte allo stesso modo, perché scendendo e risalendo il conto cambia. Provateci: è un piccolo gioco che fanno in tanti, e quasi nessuno torna in cima con lo stesso numero.

Per chi ha difficoltà con le scale esiste anche un ascensore. La discesa a piedi resta però il modo migliore per vivere il luogo: a ogni rampa la vista sulla gola si apre un po' di più, fino al sagrato affacciato sul vuoto.

La leggenda delle cerve e la nascita del santuario

All'origine del santuario c'è una leggenda. Si racconta che, intorno al Trecento, due cerve inseguite dai cacciatori si fermarono e si inginocchiarono in un punto preciso della gravina: proprio lì fu ritrovato un affresco della Vergine. In ricordo dell'evento venne eretta una piccola cappella, che nel tempo sarebbe diventata il santuario attuale.

La chiesa che si vede oggi fu costruita a partire dal 1729 sopra la cappella più antica, su progetto di un ingegnere tarantino, e fu completata nel Settecento. Ha una facciata barocca e un interno a croce latina. Il suo cuore è l'antico affresco bizantino della Vergine con il Bambino, conservato su un blocco di pietra nell'altare maggiore settecentesco. All'interno si trovano anche una tela dedicata proprio al miracolo delle cerve e sedici tele seicentesche della scuola di Cesare Fracanzano. Dal 1776 la Madonna della Scala è ufficialmente patrona di Massafra.

La gravina della Madonna della Scala

La gola che ospita il santuario è un piccolo mondo a sé. Il fondo era conosciuto come «Valle delle Rose», per la vegetazione spontanea e le erbe officinali che crescevano lungo il corso d'acqua. Sulle pareti si apriva un villaggio rupestre di oltre duecento grotte, raggiungibile dal sagrato della chiesa. Da questa stessa gravina provengono anche alcune delle tracce più antiche della presenza umana nel territorio: strumenti in selce di epoca neolitica.

Poco lontano dal santuario si trova la chiesa rupestre della Madonna della Buona Nuova, ricordata per il grande affresco della Deesis. Visitarla nello stesso giro permette di vedere in poche ore il volto barocco e quello medievale della devozione massafrese.

La cosiddetta Farmacia del Mago Greguro

Scendendo nella gravina si incontra il luogo più misterioso di tutti: la cosiddetta Farmacia del Mago Greguro. È un complesso di una dozzina di grotte scavate nella parete, al cui interno si contano circa un centinaio di piccole nicchie regolari. Secondo la tradizione, in quelle nicchie il leggendario mago Greguro e sua figlia Margherita, vissuti intorno all'anno Mille, conservavano le erbe officinali con cui preparavano rimedi e pozioni.

Va detto con onestà: Greguro appartiene alla leggenda più che alla storia documentata, e sulla reale funzione delle nicchie gli studiosi hanno avanzato ipotesi diverse. Ma il fascino resta intatto, anche perché Massafra è da sempre conosciuta come «terra dei masciari», cioè di maghi e guaritori, e questa grotta è il luogo in cui la tradizione popolare si fa paesaggio. La visita alla farmacia avviene di norma con accompagnamento: informatevi in anticipo sulle modalità.

Consigli per la visita

  • Scarpe comode e acqua: la scalinata va affrontata anche in risalita, e d'estate la gravina trattiene il caldo.
  • Rispetto del luogo: il santuario è un luogo di culto attivo, quindi abbigliamento adeguato e silenzio durante le funzioni.
  • Feste e celebrazioni: la devozione alla patrona si esprime in diversi momenti dell'anno; date e programma vanno verificati ogni volta sui canali ufficiali della parrocchia e del Comune.

Dal centro storico alla gravina

Il santuario si trova appena fuori dal nucleo antico ed è facile inserirlo in una giornata dedicata alla Massafra rupestre. Soggiornando nel centro storico, a Il Carrubo, si ha il vantaggio di partire presto, quando la luce del mattino entra nella gola e la scalinata è ancora fresca, e di rientrare a riposare sotto le volte in pietra prima di uscire di nuovo per il tramonto sul castello, a circa 600 metri dalla casa.

Il centro storico fuori dalla porta

Il Carrubo è un monolocale open space con volte in pietra nel centro storico di Massafra: gravine e chiese rupestri a pochi passi, il castello a circa 600 metri, fino a 4 ospiti.