Il castello di Massafra con i suoi bastioni affacciato sulla gravina, tra la vegetazione e le rocce
Il castello di Massafra con i suoi bastioni affacciato sulla gravina, tra la vegetazione e le rocce. Foto: Floliva · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ogni pietra di Massafra ha una storia, ma il castello le racchiude quasi tutte. Seduto sul ciglio della gravina di San Marco, nella zona che i massafresi chiamano «lo Pizzo», ha visto passare bizantini e normanni, angioini e aragonesi, feudatari di ogni sorta. Raccontare la sua storia significa raccontare quella della città.

Le origini: dalla preistoria al primo documento

Il territorio di Massafra è abitato da tempi remotissimi. Nella gravina della Madonna della Scala sono stati trovati strumenti in selce di epoca neolitica, e in località Corvo è venuta alla luce un'iscrizione messapica, la più settentrionale conosciuta nell'area messapica. Ceramiche micenee e un insediamento agricolo di età italiota raccontano antichi contatti con il mondo greco.

Anche il nome della città è un piccolo enigma: le ipotesi sull'etimologia sono diverse e ancora discusse. Il primo documento scritto che nomina Massafra è una pergamena del 970, conservata nell'archivio dell'abbazia di Montecassino, che riguarda una lite su alcuni terreni. Nello stesso anno compare la prima notizia attendibile del castello.

Normanni, bizantini e angioini

Con l'arrivo dei Normanni la città fu affidata a Riccardo Senescalco, figlio di Drogone, che la fortificò e costruì o restaurò il castello. Fu lui, nel 1080, a donare la chiesa di Santa Lucia con il suo monastero all'abbazia di Cava de' Tirreni. Nel 1155 i Bizantini tornarono per breve tempo: il generale Giovanni Ducas, al servizio dell'imperatore Manuele I Comneno, conquistò la città, che però tornò ai Normanni nel giro di pochi mesi.

Nel 1269 Carlo I d'Angiò concesse il feudo a Oddone di Soliac, ricordato per il suo governo violento, tanto che nel 1296 Carlo II gliene tolse il possesso. In epoca angioina il castello assunse l'aspetto di una vera fortezza, con bastioni e torri merlate. Massafra entrò poi nell'orbita del Principato di Taranto e dal 1419 godette dello status di città demaniale, scelta anche come sede di una razza regia di giumente.

Dagli Aragonesi agli Imperiale

Con gli Aragonesi il castello subì nuove modifiche, e nel 1484 il re Ferdinando I assegnò la città ad Antonio Piscitello. Alla fine del Quattrocento Massafra fu saccheggiata dalle truppe francesi e il feudo passò ai Pappacoda, che lo tennero per circa centocinquant'anni. Francesco Pappacoda restaurò il castello e fece costruire la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Nel 1633 la famiglia Carmignano acquistò il feudo.

La fase più incisiva per l'aspetto attuale arrivò con gli Imperiale, marchesi di Oria e Francavilla, signori di Massafra dal 1661 al 1778. Nel Settecento ricostruirono la torre ottagonale e la facciata rivolta verso la gravina, su progetto dell'architetto Mauro Manieri. Michele II Imperiale riorganizzò le campagne e fece realizzare il monastero di San Benedetto e la Torre dell'Orologio, ancora oggi riconoscibili nel centro storico.

Il castello oggi

Dopo la fine del sistema feudale il castello passò a diversi proprietari privati, finché non fu acquistato dal Comune. Il 13 aprile 2007 gli è stato dedicato anche un francobollo, segno di quanto sia diventato un simbolo riconosciuto della città. Oggi la sua sagoma, con la torre ottagonale affacciata sulla gola, è l'immagine più fotografata di Massafra.

Il modo migliore per apprezzarlo è guardarlo da più punti: dal centro storico, girando intorno alle sue mura, e dai ponti che scavalcano la gravina di San Marco, da cui si coglie bene il rapporto tra la fortezza e il precipizio su cui poggia.

Le tappe di una lunga storia

  • 970: primo documento scritto sulla città e prima notizia attendibile del castello.
  • 1080: Riccardo Senescalco dona Santa Lucia all'abbazia di Cava.
  • 1155: breve riconquista bizantina.
  • 1661-1778: signoria degli Imperiale e ricostruzione della torre ottagonale.
  • 1 giugno 1939: Massafra ottiene il titolo di città.

Dalla casa al castello

Il Carrubo si trova nel centro storico, a circa 600 metri dal castello: una passeggiata breve tra vicoli e scorci di pietra, da fare con calma al mattino o al calare del sole, quando le mura si colorano di oro. Poi si rientra in un monolocale dalle stesse volte in pietra che hanno attraversato i secoli, e la storia di Massafra, per qualche giorno, diventa anche un po' la vostra.

Massafra e le sue gravine dalla porta di casa

Un monolocale open space nel centro storico, a pochi passi dalle gravine e dalle chiese rupestri e a circa 600 metri dal castello medievale.